Le Gravine

 

Sono il risultato dell’erosione causata nella tenera calcarenite (denominata localmente “tufo”) da antichi fiumi, in periodi geologici caratterizzati da maggiore piovosità. Lungo le loro pareti si aprono grotte che accolsero l’uomo sin dalla preistoria e che videro fiorire in epoca medievale la cosiddetta “civiltà rupestre”, un’organizzazione sociale ed economica basata sull’agricoltura e la pastorizia. Le gravine offrivano un rifugio sicuro alla popolazione che nel morbido materiale delle loro pareti scavò abitazioni anche di più ambienti, almeno a partire dall’Alto Medioevo, in tempi di invasioni barbariche.
Da quelle abitazioni sotterranee, dalle quali non era semplice essere snidati anche per le difficoltà d’accesso, si saliva al piano durante il giorno per i lavori dei campi.
Ma le gravine sono anche scrigni d’arte, come è testimoniato dalla moltitudine di cripte o chiese rupestri dalle pareti affrescate che furono abitate da monaci di provenienza orientale, spinti verso occidente dall’eresia iconoclasta. Il fenomeno dell’iconoclastia consisteva nella distruzione delle immagini sacre, considerate blasfeme, e vide la convinta adesione di vari imperatori bizantini intorno all’800 d.C. I monaci furono costretti a migrare verso la sponda italiana, dove ripresero una pratica della vita in grotta che era già nella tradizione del loro maestro S. Basilio e dell’anacoretismo orientale. Nelle gravine nessuno impediva loro di venerare le immagini del Cristo Pantocratore, della Madonna, dei Santi, dipinte da ignoti pittori.
Le migrazioni dei monaci continuarono anche nei secoli successivi (dal X al XIII), a causa dell’invasione dell’Oriente da parte dei Saraceni i quali perseguitavano i monaci per motivi religiosi. Il capo della comunità locale era l’Igùmeno (l’abate superiore dei monasteri bizantino-orientali), con poteri civili e religiosi.
Visitare le gravine è un po’ come fare un viaggio indietro nel tempo; tante sono anche le leggende nate tra queste rocce dirupate, alle quali si guarda con animo preso da un senso di mistero trasmesso dall’atmosfera arcana di questi luoghi.
Oggi esse sono facilmente accessibili con escursioni (tel. 099 4587387 fax 099 4587233).

Gravina di Palagianello – per informazioni: ufficio turistico tel. 099 8444632 –www.comune.palagianello.ta.it 

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