PALAZZI DI TARANTO

Palazzo D’Aquino

Questo palazzo risale a fine ‘500. All’interno nacque il poeta tarantino Tommaso Niccolò D’Aquino nel 1665. All’interno di questo palazzo troviamo un cortile centrale, sul retro si trova un ampio giardino.

Palazzo Galeota

Questo palazzo fu costruito nel 1728, espressione dell’architettura napoletana, è impropriamente conosciuto come Palazzo Galeota, cioè dal nome della famiglia che o scorso secolo acquistò il palazzo. Dagli archivi è emerso però che l’elegante palazzo barocco venne fatto costruire da Don Vincenzo Cosa, canonico della cattedrale di Taranto. Nel giro di pochi anni infatti seppe accumulare una discreta fortuna e il palazzo venne quindi costruito per rendere visibile l’appartenenza dei Cosa all’aristocrazia. Nella seconda metà del 700, dopo la morte di Don Vincenzo e di suo fratello Domenico, il palazzo passò alla famiglia Calò per poter saldare un debito. Successivamente il palazzo passò alla famiglia Galeota. Di Don Vincenzo e della famiglia Calò si perse poi la memoria. Nel 1977 il Comune di Taranto, il quale acquistò palazzo Galeota, lo fece restaurare collocandoci la sede dell’Assessorato Comunale alla Cultura.

Palazzo Gallo

Questo palazzo risale al 600, con rifacimento in stile barocco. In questo palazzo ci fu il ricevimento in occasione delle nozze di Maria d’Enghien, la quale era la vedova del Principe di Taranto, con Ladislao di Durazzo, il quale invece era il Re di Napoli. Questo matrimonio avvenne 200 anni prima, quindi nel 400.

Palazzo Pantaleo

La sede di Rappresentanza dell’Amministrazione Comunale è ospitata nel palazzo appartenuto ai Baroni Pantaleo. Questo è uno dei pochi edifici settecenteschi di Città Vecchia rimasti intatti, situato nella zona dove c’era l’antica porta. Questo palazzo si presenta con una facciata dai balconi in ferro battuto che affacciano sul Mar Grande.

Palazzo Carducci Artenisio

Il palazzo, cha ha una superficie di circa 900metri quadri, fu costruito nella metà del XVII sec. da Ludovico Carducci – Artenisio. Da tre secoli e mezzo è di proprietà della famiglia e continua ad essere la dimora dei suoi discendenti. Di gran lunga numerose sono state le modifiche apportate all’edificio. La facciata odierna fu rifatta nel 700. Alla fine del secolo scorso anche l’accesso al piano nobile venne trasformato in stile Liberty. Palazzo Carducci – Artenisio racchiude un salone di rappresentanza, decorato da medaglioni con i grotteschi del Fracanzano, da una collezione di quadri del 600, 700, 800, da una biblioteca con più di 6000 volumi.

Palazzo Latagliata

Sul lato della Città Vecchia che affaccia sul mare, abitato dai nobili e dal clero, notiamo un’interruzione nel profilo della palazzata. Questo palazzo fu infatti edificato per la famiglia Buffoluti nella metà del 700, inglobando una serie di abitazioni ed espandendosi a danno del suolo pubblico. I Buffoluti facevano parte della gente che contava, infatti a nessuno fu mai data la licenza per costruire di fronte al loro palazzo, cioè in Largo Buffoluto (oggi Latagliata). E’ quindi l’unica costruzione alla quale sia stato consentito, interrompendo la cortina degli edifici che si affacciavano sulla Strada delle Mura, di godere dell’affaccio diretto al Mar Grande. Palazzo Latagliata non è dotato di una corte interna centrale, a differenza di quanto avveniva nel XVII sec. . Ad inizio 800, quando ormai la famiglia Buffoluti non esisteva più, passò ai Latagliata e divenne poi di proprietà comunale.

Palazzo Amati

Questo famoso palazzo affaccia sul Mar Grande ma l’elegante porta principale, con linee e motivi tipicamente settecenteschi, si trova sul lato opposto. Fu realizzato attraverso una complessa opera di inglobamento di costruzioni preesistenti, come infatti quasi tutta l’edilizia residenziale aristocratica del 700. Con le sue 37 stanze era sicuramente adeguata alle esigenze della famiglia di Giacomo Amati. Nel 1869 il palazzo venne però tolto agli Amati, nobile famiglia romana. Fu espropriato e in parte demolito dall’Amministrazione Comunale, la quale decise di abbattere le mura della città e di sistemare la Strada delle Mura (oggi Corso Vittorio Emanuele II). Anche il prospetto del lato a mare fu modificato secondo il gusto tipico dell’architettura di fine secolo. Dal 1899 Palazzo Amati è stato utilizzato come edificio scolastico.

Associazione Turistica

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