S. Maria del Galeso

S. MARIA DEL GALESO

La chiesetta di S. Maria del Galeso fu commissionata dal nobile tarantino Riccardo Capitignano e venne consacrata nel 1169 come attestato da una lapide tuttora presente. Essa, ubicata in prossimità dell’omonimo fiume, è stata recentemente restaurata ed è attualmente condotta dai Padri Passionisti. Nulla invece resta, purtroppo, dell’antico monastero che nel 1195 accolse una comunità di Cistercensi provenienti dall’abbazia di S. Maria della Sambucina in Calabria.

Si raggiunge percorrendo la strada che dal quartiere Tamburi conduce a Martina Franca; ad un paio di Km dal quartiere si esce sulla destra per Statte e si possono seguire le indicazioni che portano ad una stradina asfaltata che dopo circa 500 metri termina. Proprio in questo punto, sulla sinistra si osserva un grande cancello ad apertura elettronica; è sufficiente suonare il citofono e chiedere cortesemente ai Padri di poter visitare la chiesetta, preferibilmente nei giorni feriali.

La facciata della chiesetta, rimaneggiata, non presenta particolare interesse ed il campanile a vela non è quello originario. Lo spazio interno si presenta suddiviso da un arco acuto in due campate a pianta quadrata; le due volte sono a crociera. La decorazione interna è rappresentata da semplici mensole con motivi floreali e conchiglie, poste alla base degli archi. Alla sinistra dell’ingresso si può ammirare l’iscrizione in latino che attesta la data di consacrazione della chiesa e le personalità che intervennero in quell’occasione. Alcuni frammenti di una pavimentazione a mosaico dell’originario edificio normanno sono ancora visibili in un angolo, in prossimità del pilastro sinistro dell’arco. Sul fondo vi è un secondo arco, simile al primo, che testimonia la presenza nella costruzione originaria di una terza campata con volta a crociera che ospitava il coro. Oggi, invece, vi si trova una parete di recente realizzazione al di là della quale, al posto del coro vi è la sacrestia; questa è a pianta rettangolare con volta a botte; da essa si accede al nuovo convento dei padri Passionisti per mezzo di alcuni scalini.

 

 

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