Fiume Cervaro, convento e sorgente Battendieri

A poco più di un km dalla Palude La Vela, lungo la Circummarpiccolo, il breve fiume Cervaro. Il fiume, nel passato, viene citato assieme al Galeso e al Rasca per la sua pescosità: nelle sue acque si pescavano i “gobbioni crivajuoli”. Sorgeva nei pressi un tempio dedicato a Diana.

Il fiume ha la sua sorgente ad alcune decine di m all’interno, sotto forma di occhio di fonte piuttosto ampio, circondato da piante di Typha latifolia (pianta erbacea perenne, chiamata anche stiancia o mazza sorda, comune nelle zone paludose, alta fino a 3 m, ha foglie lineari e infiorescenza a spadice). A poche decine di metri dalla sorgente del Cervaro, sorge il complesso del convento Battendieri, costruito nel 1597 .I Cappuccini avevano edificato, tra il 1533 ed il 1536, un convento “in loco veteri Cappuccinorum” nella zona del Galeso; vent’anni dopo lo abbandonarono , a causa dell’impaludamento del fiume e della inospitalità del luogo. Il convento sul Cervaro ospitava pochi frati che nella gualchiera (officina utilizzata per la follatura della lana dove una macchina mossa da una ruota idraulica con magli batteva la stoffa) lavoravano alla follatura della lana (operazione con la quale si ammorbidiscono i panni di lana , sottoponendoli a pressione). Il lavoro alla gualchiera era molto duro; la lana era di cattiva qualità, la morbidezza dell’antica lana era solo un ricordo e, anche dopo la follatura, il tessuto era ispido. Dopo essere stati sgrassati, lavati e rassodati, i tessuti venivano distribuiti agli altri conventi dei cappuccini. Il suolo fu donato dal nobile Francesco Marrese, con clausola di recesso in caso di abbandono dei frati. Essi costruirono: una chiesetta, a capanna, con volta a botte, molto semplice, stanzette con sacrestia, refettorio, cucina, officine per la lavorazione della lana, otto celle al piano superiore ed altre piccole comodità; la grande cisterna è stata probabilmente costruita in epoca successiva all’abbandono dei Cappuccini a due secoli e mezzo dalla costruzione del convento che venne confiscato nel 1867 e diventò una masseria di proprietà privata. L’intero complesso era racchiuso in un muro di cinta a secco interrotto dalla facciata della chiesa e da un portale ad arco ribassato. Staccata dal convento, era la gualchiera, contigua ad un pozzo a torre circolare su una polla di acqua sorgiva, con finestrelle ed una scala per l’accesso alla parte superiore.

 

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